Da tempo non passavo da qui, privilegiando in questi ultimi tempi la dimensione vis a vis dei rapporti umani.
Ho però una considerazione che mi piacerebbe proporre alla rete on line.
Sempre più, in questi tempi, prendo consapevolezza di come i diritti umani siano calpestati e strumentalizzati a vantaggio dei grandi poteri economici.
Vantaggi che sono già visibili per alcuni settori. Gruppi e multinazionali operanti in Italia hanno saputo uscire dalla crisi economica spostando la propria produzione in paesi dove la manodopera costa meno, dando lavoro a molte persone che vivono nell’est o nel sud del mondo, più povero (detto così sembra bello!) ma lasciando qualche insoddisfazione tra i lavoratori italiani: piccolo prezzo per le logiche globali ma assai significativo per il genitore che è stato licenziato e il cui stipendio era l’unica fonte di sussistenza per la famiglia.
Non serve a nulla puntare il dito contro gli immigrati o contro la concorrenza dell’est. E’ necessario rendersi conto che il sistema mondiale, sostenitore all’apparenza dei diritti umani e dello sviluppo globale, sta in effetti aumentando l’ingiustizia e il divario sociale tra la maggioranza della popolazione e l’elite dei potenti. I diritti delle persone che vivono in Italia, in Oriente o in Africa o in altri paesi del mondo, devono essere gli stessi, garantiti per tutti!
Sono sempre stato un sostenitore della legalità e dei fondamenti etici della convivenza: non nuocere, non rubare, non mancare di rispetto…
ma ultimamente comincio a considerare la "legalità e i diritti garantiti dagli stati" come una maschera una facciata d’apparenza dietro la quale si celano spietate ingiustizie e violenze. I codici etici e morali vengono infranti liberamente. Per usare una metafora biblica, al giorno d’oggi, non solo mosè dovrebbe rompere le tavole della legge scandalizzandosi per la depravazione della società, bensì tutte le persone oneste che credono negli ideali di giustizia.
E in ultimo colloco la mia forte provocazione.
L’eventuale azione, compiuta illegalmente rispetto alle norme di uno stato, che porti a riequilibrare la distribuzione dei beni sottraendoli ai grandi poteri, può essere considerata un’infrazione al comandamento del "non rubare"? O forse, può essere un’imperativo al quale qualsiasi persona che ami la giustizia non può sottrarsi?
Certo, non mi riferisco a rapine, forme di terrorismo o roba del genere che, comunque, potrebbero coinvolgere e arrecare danno a persone innocenti.
Ma l’eventuale azione, che per le norme statali sarebbe considerata truffa, fatta ad arte e finalizzata a uno spostamento di capitale dai pochi ai più, sarebbe da considerarsi "rubare" o "riappropriarsi di ciò che era stato precedentemente rubato"?
Che ne dite?
Mah… credo che si possa classificare come " diversamente onesti! "
bella domanda,Cieluzzo robin hood!Legalmente parlando,si tratterebbe di truffa,solo che verrebbe giustificata dal fine etico-sociale.Penso pero\’,in tutta onestà,che vivendo in un mondo sostanzialmente ipocrita e finto perbenista,la truffa sarebbe considerata dalla moltitudine,un esempio positivo da poter,perche no?,emulare,ma la classe economica e politica(e con essa i seguaci ciechi e muti) la criticherebbe sostenendo la validità di altri mezzi(a tal proposito:quali?gli aiuti umanitari,forse?),il trionfo della legalità e,dulcis in fundo,le idee di uno sviluppo economico e civile che parta dalle stesse società e investa realtà,che (toh!)guarda caso il moderno Occidente sfrutta a suo piacimento beffandosene dei proclami umanitari.Potresti vincere una medaglia all\’onore o,visto lo stato delle cose,scriverci da un carcere.
Per ora puoi stare tranquilla, non è mia intenzione mettere in atto truffe o altro… Però, nel mio pensiero, esiste l\’idea che un\’eventuale azione del genere non sia "truffa giustificata dal fine" bensì non sia considerabile truffa, indipendentemente dal parere giuridico; laddove il parere collettivo o dello stato è fortemente in contrasto con alcuni valori etici, credo che l\’agire illecito (scusa il gioco di parole) sia eticamente legittimo.Inoltre riflettevo sulle immagini di Rosarno e le successive affermazioni dei politici: "Lo stato è intervenuto tempestivamente" hanno detto. Già, è intervenuto tempestivamente quanto è scoppiato l\’inferno, ma dove era lo stato quando l\’ex-cartiera si popolava di immigrati irregolari che vivevano in condizioni assurde e lavoravano in nero per "neo-schiavisti" che ora vengono considerati onesti cittadini desiderosi di avere un po\’ di pace in paese?Non scriverò dal carcere. Medaglie? Uhmm … Beh, magari una a forma di stella, con cinque belle punte e ben bilanciata… altro che riproduzione in miniatura del Duomo!!! Eh eh eh!
Beh, menomale…io sinceramente avevo prima scritto " Ci sto! " perchè il tuo " Che ne dite?" mi suonava più come una proposta…
eh….bella domanda…
l\’importante è ritornare no? almeno speriamo…
) abbracci!